Azzurra

Seguo ovunque la mia bambina interiore tra città, viaggi folli e avventure: il mondo è la meraviglia più grande che ho visto.

La mia bambina interiore è seduta sopra un mappamondo, un po’ sognante e un po’ dispettosa, con i piedi che penzolano e la testa piena di domande. Quella sono io: curiosa, impaziente, sempre pronta a perdere l’orientamento… e ritrovarlo in posti inaspettati.

Sono Azzurra, psicoterapeuta creativa, empatica e un po’ chiacchierona: mi ritrovo a fare terapia a tutti, anche a chi non lo sa, e credo che ascoltare sia uno dei più grandi atti d’amore. La mia vita è un continuo tentativo di unire comprensione delle emozioni, creatività e scoperta, e negli ultimi dieci anni strumenti come tarocchi, astrologia e human design mi hanno aiutata a leggere la vita come un viaggio di crescita.

Ho sempre viaggiato, e ogni viaggio mi ha cambiata. La mia prima esperienza importante all’estero è stata un on the road in Francia, e quando sono arrivata a Parigi ho pensato: “questa città la amo, ci potrei vivere”. Un anno dopo mi ci sono trasferita davvero.

Ho vissuto a Roma per cinque anni, Mi ci sono trasferita per completare la specializzazione in psicoterapia: fatta di strade da perdersi, di autobus che sembravano non passare mai e di rientri a casa ad orari improbabili. Lì ho iniziato a lavorare nel mondo della musica, tra concerti, progetti creativi e incontri mi porto dentro da allora. Ed è proprio per lavoro a Budapest nel 2013, che ho incontrato Claudio, ed è cambiato tutto: lì ho capito che non sarei stata più sola a vedere il mondo.

Poi sono arrivati cinque anni a Rimini, tra festival, piadine e passeggiate al mare. Sarà che sono nata a Bari, ma il mare mi fa sempre un certo effetto: Rimini è stata una carezza dolce, intensa e luminosa, fatta di leggerezza e piccoli piaceri quotidiani.

Nel 2020 è arrivata Milano. Una città in salita, che non mi ha mai davvero conquistata, dalle promesse spesso non mantenute. Ho pagato un prezzo alto per quello che ho trovato: ritmi frenetici, spazi stretti, luci che accecano più che illuminare. Milano mi ha disillusa, e a volte mi svuota. Prima o poi scapperò, perché io sono fatta per muovermi, cambiare prospettiva e respirare il mondo.

Nel mezzo di tutti questi spostamenti, ci sono stati viaggi che hanno lasciato un segno indelebile. Valencia, per esempio, è stata una delle avventure più folli fatte con Claudio: siamo partiti in moto da Milano e ci siamo rimasti un mese, un’esperienza di tenacia, resistenza e pura adrenalina in un luogo che possiamo definire casa.

L’America è la nostra grande passione: ci siamo stati sette volte e ogni volta ci ha scosso. Tra i deserti del Sud-Ovest, le strade delle Everglades e le luci che non dormono mai di New York, ho capito quanto il mondo possa essere grande e sorprendente, e quanto io possa sentirmi piccola… ma viva.

Gli altri viaggi hanno fatto la loro magia in modi diversi: ho respirato la libertà selvaggia della Scozia, ho assaporato l’allegria del Portogallo e la calma del Nord Europa tra Svezia, Lettonia ed Estonia. Il Messico mi ha insegnato il valore dei riti e delle radici, e la Spagna quello dei piccoli piaceri quotidiani.

Ogni viaggio, ogni luogo mi ha lasciato un pezzo di sé, mi ha fatto tornare a casa diversa, cresciuta, trasformata, insegnandomi delle cose che mi hanno reso la persona che sono ora.

Anche i miei primi lavori all’estero sono stati viaggi di crescita: coordinavo soggiorni vacanza per bambini e adolescenti in UK e Germania, e ho imparato più da loro che da qualsiasi manuale. Pazienza, empatia, gioia nella semplicità: tutti ingredienti che hanno formato questa pazza personalità e che riverso in ogni incontro, in ogni progetto, in ogni relazione.

Sono curiosa, socievole e testarda. Amo gli incontri autentici, le chiacchiere vere e profonde fino a svuotarsi l’anima, e quei viaggi – dentro e fuori di me – che ti fanno sentire a casa ovunque, purché ci sia un po’ di meraviglia e libertà.

claudio-suona-durante-un-concerto

Giaggio

C’è chi mi dice che sono una persona multipotenziale, o scanner ma io mi definisco semplicemente curioso.

Ho sempre avuto una passione sfrenata per la musica e per la batteria, lo strumento musicale che ho iniziato a suonare prima ancora di averne una vera a casa. Da bambino suonavo pile di monetine da 500 Lire (chi se le ricorda??), tavoli, sedie, bicchieri, e in generale qualsiasi cosa potesse emettere un suono ed assomigliare a una percussione. Poi in casa è arrivato il primo personal computer e mi si è aperto un mondo. Quell’oggetto nuovo e pieno di potenzialità, possibilità e opzioni, e tutte a portata di click! Era fantastico: potevi immaginare qualcosa e poi crearla esattamente come l’avevi immaginata. Iniziai subito a mettere le mani in pasta: li smontavo e li ri-assemblavo, ed iniziai a studiare come scrivere software per far fare a quella scatola di silicio, rame e allumino tutto (o quasi) quello che mi saltava in mente. A diciott’anni la strada più naturale era la facoltà di Informatica nella mia città. Ma già a ventitré quella strada non mi sembrava la più ovvia, così mollai tutto per trasferirmi a Roma, per fare di quella passione per la musica e di quello strumento che ormai suonavo e studiavo da quasi 10 anni un vero lavoro. Ho girato mezza Italia esibendomi con le band più diverse, che spaziavano dal rock, al blues, alla fusion, al grounge, al punk, al cantautorato italiano. Fu allora che mi accorsi che al netto dell’adrenalina pre e post-concerto, la cosa che più mi piaceva di quel girovagare con auto, treni e furgoni pieni di strumenti musicali fino all’orlo, era il girovagare stesso. Era il viaggio stesso il motivo per cui quella vita nomade e fatta di infinite albe mi piaceva così tanto. Il mio primo vero viaggio fuori dai confini italiani fu un “viaggio premio aziendale“ (premio vinto da mio padre che poi lo ha ceduto a me) in Brasile. Dieci giorni da solo, dall’altra parte del mondo. Penso che sia stata davvero quella la scintilla che ha fatto scattare in me il bisogno costante di “prendere e partire”.
Avanti veloce fino al 2014. Galeotto fu l’incontro con Azzurra durante lo Sziget Festival di Budapest. Mentre io ero li per esibirmi con la mia band di allora, lei era li come ufficio stampa di un’altra band ed una delle prime domande che ci siamo posti reciprocamente fu: “quanto ti piace viaggiare?“ …”Dieci” fu la risposta per entrambi.
Da allora qualsiasi occasione, e qualsiasi risparmio era scusa buona per prendere e partire. Nel 2016 ho deciso di prendermi una pausa dalle band e dalle “dinamiche di gruppo”. Volevo viaggiare e volevo anche suonare e lo volevo fare alla velocità della luce, così fondai “GiaGGio“, il mio progetto solista di musica elettronica (percussioni+computer=combo perfetta).

Il progetto, seppur piccolo, diventò in pochissimo tempo esportabile. Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Lettonia, Lituania e ovviamente Italia. Non più tardi di un anno dopo, fu il momento di andare oltreoceano: Stati Uniti e Canada. New York City, Los Angeles, San Francisco, San Diego, Miami, Toronto.
Ci abbiamo preso gusto e gli Stati Uniti sono diventati la nostra meta principale per gli anni successivi, con alcuni dei road trip che ancora oggi porto più nel cuore. Nel frattempo ci trasferiamo a Rimini, una città che ancora oggi definiamo casa, che ci ha accolti, coccolati e rapiti e nella quale torniamo con felicità ed anche un pizzico di nostalgia ogniqualvolta ne abbiamo la possibilità.
La mia curiosità mi porta a scoprire, a esplorare, spesso anche con risultati discutibili (ma fa parte del gioco) e nel 2018 scopro una branca della psicologia cognitiva chiamata Mindfulness che ben presto mi appassiona e che decido di approfondire con pratica e studio.
Avanti veloce…Nel Gennaio 2020 necessità lavorative ci portano a trasferirci a Milano (ottimo tempismo!). La città a differenza di Rimini mi risuona fin da subito stridente e la sua energia non mi entusiasma più di tanto, ma ormai siamo in ballo, balliamo...
Non ci fermiamo e sempre più spesso la nostra modalità di viaggio è il road trip: Florida, California e Nevada, Spagna e Andalusia, Scozia, Parchi Nazionali Californiani
A Gennaio 2025 nasce PlanTripRepeat. Blog, sito web, canale YouTube e tutti i canali social con il quale vogliamo cercare di trasmettere un messaggio semplice ma potente:


Il viaggio non è solo visitare un luogo lontano da casa. Viaggiare è un modo per riconnettersi con se stessi, per curare l’animo ed un’occasione di crescita personale.

Nel frattempo a Giugno 2025 ci sposiamo, e partiamo per il nostro viaggio di nozze atipico: un lunghissimo road trip (che strano!) di oltre 2500 chilometri tra Città del Messico e la Baja California del sud, tra ottimo cibo locale, spiagge paradisiache e strade infinite attraverso il deserto.